Workflow AI per la progettazione.
L'implementazione del metodo AI Layering Workflow nel tuo studio: quattro strati di lavoro che rendono l'AI parte stabile del processo progettuale, senza costringerti a cambiare metodo o a inseguire l'ultimo tool.
Strumenti scollegati, tempo sprecato.
Un tool per i testi, uno per le immagini, uno per la sintesi documenti, uno per il rendering. Senza un metodo che li faccia parlare tra loro, ogni strumento aggiunge lavoro invece che toglierne. L'AI Layering Workflow è la mappa che li mette in fila.
Un metodo, quattro strati.
Ingresso — dati e contesto
Come strutturare brief, riferimenti e vincoli in un formato pronto per l'AI.
Generazione — idee e varianti
Prompt library e strumenti generativi per esplorare senza disperdere energia.
Curatela — filtro e selezione
Il layer dove torna la tua mano di progettista. Regole di selezione, criteri, gusto.
Produzione — consegna e comunicazione
Impaginazione, riscritture, sintesi. L'output finale nel linguaggio dello studio.
Quello che ti stai chiedendo.
È il metodo proprietario che uso con gli studi. Divide il lavoro in quattro strati: ingresso dei dati, generazione, curatela, produzione. Ogni strato ha strumenti e responsabilità precise.
Funziona meglio se applicato all'inizio di un progetto, ma alcuni layer (produzione, curatela) sono utilissimi anche a metà lavoro.
Dipende dal tuo studio. La scelta degli strumenti è parte del percorso: nessuno ti impone stack rigidi.
Sì — è pensato per essere trasferibile. Al termine del percorso hai un playbook interno che il team usa in autonomia.
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